Il ritiro sociale volontario che trasforma la stanza in un rifugio
“Hikikomori” è un termine nato in Giappone per definire chi, non riuscendo più a reggere le pressioni sociali, si ritira dal mondo. Ma cosa significa Hikikomori in dettaglio? Più precisamente, si rifugia nella propria cameretta. Protetto da quelle quattro mura, può restarci per anni, nutrendosi di fumetti, cartoni e giochi online. Proprio i giochi diventano l’unica modalità di relazione con l’esterno. L’unica forma di socialità che queste persone si concedono. Il disagio verso il mondo nasce quasi sempre da traumi legati al confronto con gli altri e dalle aspettative che la società impone. Spesso tutto comincia durante le scuole superiori e continua fino a quando i genitori, non potendo più sostenere la situazione o venendo a mancare, spingono la persona a cercare un modo per autosostenersi. Da oltre un decennio, questo fenomeno si sta diffondendo anche in Occidente, incluso il nostro Paese. In tutto questo, cosa significa Hikikomori per la nostra società in evoluzione?

Nuove forme di spiritualità
L’isolamento autoimposto non è un’invenzione moderna. Lo ritroviamo in quasi tutte le grandi civiltà. È presente nel Buddismo, nell’Induismo, nella Grecia classica, e soprattutto nelle forme più antiche del Cristianesimo. Già dal IV secolo d.C., in Egitto, Siria e Mesopotamia, esistevano esperienze eremitiche. Inoltre, cosa significa Hikikomori? Questo isolamento può essere interpretato come una forma di ricerca spirituale.
Per l’eremita, questo tipo di isolamento rappresenta una forma radicale di rapporto con la fede. Serve a cercare l’illuminazione, a salire verso visioni mistiche più elevate. È un modo per evitare la sofferenza legata all’esistenza quotidiana. Dove si cerca la soluzione? Nel distacco da tutte le pulsioni umane, per trovare nella vita spartana e nella meditazione un appagamento autentico. Così si evita la comparazione con gli altri, l’insoddisfazione e, di conseguenza, la sofferenza. In un mondo in cui la vita sociale è sempre più legata a dinamiche di mercato, chi ha di più ha anche più accesso a formazione, lavoro e relazioni. Per questo, siamo spinti ad adottare stili di vita alternativi e a riscoprire noi stessi. Attraverso il motto “conosci te stesso”, cerchiamo di capire cosa ci fa bene. Scopriamo qual è il nostro ritmo naturale di apprendimento e come alternare momenti di azione (manuale o intellettuale) a quelli di riposo e ozio. E attenzione: l’ozio non è solo riposo passivo. È un momento prezioso in cui usare l’intelletto per assorbire nuove forme di conoscenza. Alla fine, cosa significa Hikikomori per la nostra comprensione dell’isolamento?
Stare soli, stare meglio
Pensiamoci. Metti caso che tu sia un’alice, un pesce gregario. Nel branco si diffonde una malattia che pian piano distrugge i tuoi compagni. Tu sei sano, ma temi di ammalarti. Che fai? Preferisci restare con il gruppo, rischiando la vita, o ti isoli?
Questa è una metafora per capire che, in una società malata e piena di distorsioni, isolarsi può essere un atto di autodifesa. Serve a preservare la propria psiche. L’isolamento non va visto solo in chiave negativa. Può diventare un modo per allontanarsi dalle ansie quotidiane e dagli affanni che derivano dal vivere costantemente in relazione con gli altri.
Viviamo in un mondo fatto di scadenze e appuntamenti improrogabili. Questo crea una tensione mentale e fisica che, alla lunga, si paga. Rischiamo di arrivare alla vecchiaia carichi di problemi di salute. Per evitarlo, possiamo riprenderci il nostro tempo. Magari scegliendo di lavorare in modo autonomo, così da gestire la nostra vita secondo i nostri ritmi. Ovviamente, serve organizzazione e chiarezza con i clienti. Bisogna evitare che siano loro a metterci pressione. Un altro passo importante può essere vivere da soli. Gestire in autonomia la vita domestica significa non dover condividere spazi, adattarsi a coinquilini, o rispettare abitudini non nostre.
Infine, un aspetto fondamentale è la meditazione, o gli esercizi spirituali. Mettersi in uno stato di riflessione e tranquillità profonda è essenziale per una vita più consapevole, meno dolorosa e più serena. Alla fine, cosa significa Hikikomori per chi cerca la solitudine volontaria?
Per oggi è tutto. Questa è La Rubrica di Kevin. Seguiteci sul nostro sito per non perdere nessun articolo e rimanere sempre aggiornati. A presto!





